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Psicologia Olistica
Queste sono alcune delle frasi che spesso si presentano nella nostra quotidianità, ma c'è una ragione ben precisa sul perché accadono e ci bloccano.
Questo metodo, è basato sulla ricerca delle convinzioni che limitano la nostra vita: dalla ricerca del successo, alla salute, alle relazioni personali. Ma da dove derivano e cosa sono le convinzioni? Sono quegli schemi che abbiamo registrato dentro di noi negli anni e che non sappiamo più di avere. Questa memoria interna (cellulare) può essere sia piacevole che spiacevole (dove in tal caso, può provocare blocchi, malattie, paura o ansia). Queste convinzioni, del tutto inconsce, limitano la persona in ogni ambito: nella professione, nella vita sentimentale, nelle amicizie o nella salute. Iniziano così gli auto- sabotaggi, che possono essere affettivi, finanziari, personali o professionali.
Modificando e risolvendo le convinzioni, abbiamo avuto ottimi risultati con persone adulte, ma i successi più eclatanti sono stati raggiunti con i bambini che spesso sono difficili da gestire anche per i genitori più pazienti.
Qualche esempio può certamente aiutare a comprendere meglio quanto descritto:
Filippo, un uomo di 44 anni, aveva trovato finalmente il vero amore. Dopo anni di difficoltà coniugale, di disagio nel vivere la propria giornata aveva avuto il coraggio di amare un'altra persona. E così, un giorno dopo l'altro aveva iniziato a frequentare questa donna che aveva risvegliato in lui la tenerezza, la dolcezza e la comprensione. Viveva giornate di allegria e gioia nell'aspettativa di un nuovo incontro, e quasi senza nemmeno accorgersene aveva iniziato una nuova storia sentimentale.
Ma non era abituato a vivere intensamente il proprio cuore, e così quando si è trovato nella condizione di stabilizzare la sua posizione, le sue convinzioni sono riaffiorate in superficie condizionando tutte le sue dinamiche.
La sua convinzione primaria e molto radicata "non merito l'amore di nessuno" aveva dato inizio all'autosabotaggio. La sua reazione? Il ritorno immediato nella sua routine desolante, aveva rinunciato all'amore per tornare nel suo mondo ormai collaudato e conosciuto, dando così ragione alla sua convinzione e ritrovando una parvenza di normalità. Era nuovamente solo, nessuna donna avrebbe potuto amarlo, perché lui non meritava l'amore di nessuno.
Non é stato facile far accettare questa versione a chi stava nuotando nella paura del cambiamento. Eppure dopo qualche settimana anche per lui la situazione si é modificata. Ha iniziato a capire che passando attraverso la sua infanzia il bagaglio era grande, che effettivamente la sua convinzione primaria registrata nel suo essere era quella che "nessuno mi avrebbe mai amato, perché non merito l'amore di nessuno". Modificata la convinzione di base, e alcune altre secondarie, la vita di Filippo ha davvero subìto una notevole svolta.
Luisa non usciva più da casa da mesi. Più passavano le giornate, più lei trovava tutte le scuse per restare chiusa nella sicurezza delle sue mura casalinghe. Tutto era diventato un peso: la spesa, le amiche, una passeggiata con il cane. Usciva in giardino, ma in breve tempo la testa iniziava a girarle, e così rientrava. Se invece usciva per la spesa iniziava il batticuore, le mani sudavano, la bocca si seccava e lo stomaco dava segni di nausea. Era impensabile anche solo avvicinarsi alla porta di casa.
Abbiamo controllato le sue convinzioni primarie, dove la registrazione principale era "se sono sana resto da sola", mentre quelle secondarie andavano a toccare gli aspetti del suo bagaglio infantile. Lavorando il tempo di qualche settimana, Luisa ha ritrovato la forza di uscire, di frequentare le amiche e di portare Snoopy nuovamente a spasso. Ricomincia a fare la spesa con serenità e sorride al mondo.
Francesca conviveva da 7 anni con il suo compagno. Una relazione serena che viveva di libertà e rispetto. Dopo anni trascorsi insieme, nasce la decisione di sposarsi, e qui iniziano i problemi. Il matrimonio è fissato per gli inizi di maggio, e Francesca arriva alla metà di aprile nel mio Studio. E' sicura dell'uomo che ha al suo fianco, ma si sente "andare in palla" ogni volta che pensa all'idea di sposarsi. E' quasi convinta a rinunciare alla cerimonia, in fondo in fondo si sta bene anche così. Nessuno comprende il suo disagio, e quando la sentono dubbiosa sul matrimonio tutti mettono in discussione la loro relazione. Fino a quando lavorando con lei scopriamo la sua convinzione primaria "se mi sposo non sarò più libera e non potrò più essere me stessa". Unita ad altre secondarie, ne è uscito un quadro in cui Francesca vedeva il matrimonio come la fine del suo benessere di coppia, e non come l'inizio di una nuova avventura.
Dopo aver lavorato con lei per 5 settimane, è convolata a nozze felice, radiosa e sorridente, felice della scelta fatta e consapevole della sua personalità.